Valerio Agricola | Terra Data, poesie di Valerio Agricola
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Casa editrice Schena Editore, disegni di Paolo Petti, prefazione di Ugo Gregoretti, progetto grafico di Margherita Spatola.

 

Valerio Agricola giovane poeta e fotografo di Ischitella (FG), paese del Gargano interno è finalista e vincitore di numerosi premi di poesia e di fotografia. Paolo Petti, artista e scenografo di Airola recentemente scomparso, autore di numerose scenografie televisive, teatrali e cinematografiche ha collaborato con Mimmo Paladino. Il contatto costante con la sua terra d’origine e le sue radici portano Valerio Agricola ad interessarsi del suo territorio, quel Garganus Mons dove attualmente opera e che è stato oggetto di una sua recente mostra fotografica. Si considera un indagatore della realtà che legge, scruta e interpreta attraverso le pieghe delle vicende umane. La poesia è la sua anima e la sua anima si svela attraverso la scrittura con cui esprime se stesso dall’età di quindici anni. Nel togliere materia, plasmando il soggetto, il lavoro di Valerio assomiglia a quello del cavatore di Apricena o a quello degli intagliatori del subappennino Dauno e in questo senso si può dire che Valerio Agricola è un poeta da uno per il suo legame ai temi della civiltà contadina, il riferimento alla Capitanata e ai colori del Tavoliere.

 

Una vena lirica semplice, pura quella di Valerio Agricola che mai scade nell’intimismo, riferendosi in modo semplice e diretto anche a grandi questioni come la solitudine. Ma la caratteristica più importante e originale della poesia di Agricola, come la definisce Felice Laudadio in una sua nota critica “è la tessitura della parola e la rarefazione della sintassi. La frase è sempre asciutta, le parole ridotte all’essenziale, al limite dell’ermetismo, il lavoro di levigatura della parola, della singola parola perviene a risultati singolari (sono pianta d’uomo/e questa è la terra data) un verso che merita da solo una vigorosa recensione”. I disegni dello scenografo Paolo Petti vogliono esprimere la possibilità di mettere in relazione lo strumento della parola e quello del segno grafico nella descrizione di sensazioni, atmosfere e valori afferenti alla terra e a ciò che la terra e per la terra si produce nella definizione dei luoghi di una comunità.

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